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Spelling: Lettere o Numeri?

da Renzo Grosso
#3 Italian (italiano) author
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Spelling: Lettere o Numeri? by Renzo Grosso

Ho visto i primi effetti con spelling molto tempo fa, studiando i DVD di Aldo Colombini; erano in lingua inglese e mi arresi quasi subito, a causa della grande differenza di lettere di semi e numeri: da quadri a diamonds c’era un oceano! Vedevo, li apprezzavo… e poi lasciavo perdere! Qualche tempo dopo, provando e riprovando, si accese una lampadina: credevo di avere inventato il mio spelling in italiano; bello eccezionale, mio! Ma non lo presentavo spesso, comunque; più tardi scoprii che non avevo proprio inventato niente, ce n’erano decine e centinaia di simili e … quasi uguali. Poi, continuando a studiare i grandi Maestri, cominciai a raccogliere appunti e coincidenze, ed ho approfittato per “metterle in pulito” in questa pubblicazione, nella speranza che siano utili a qualcuno e che possano generare altre ennesime coincidenze ed effetti.

La sintesi di un effetto con lo spelling è molto semplice: faccio in modo che la carta scelta sia “forzata” in una posizione e poi, con lo spelling, la rivelo. Va da sé che ci sono infinite modalità di forzare una posizione in un gruppo di carte e che posso utilizzare nomi o frasi per compitare le carte per la rivelazione finale: qui trovate alcune idee ed il meccanismo che le regola: altre infinite si possono creare con fantasia e voglia di cercare una nuova storia da raccontare.

In questo fascicolo troverete:

  • IL CALENDARIO E LA LUNA: Nel finale dell’effetto bisogna passare 11 carte da sopra a sotto: io sono fortunato, Grosso Renzo sono esattamente 11 lettere! Se né voi, né lo spettatore avete nome e cognome di 11 lettere, potete usare una parola così lunga; Abracadabra, Magicamente … o quella che preferite
  • MAGIE, MA SOLO CON IL TUO MAZZO DI CARTE: L’effetto puo’ essere proposto anche ad un gruppo di persone. Ognuno conterà tante carte quanto le lettere del proprio nome e cognome, ognuno toglierà un numero di carte a piacere: quindi tutte condizioni assolutamente casuali, ma una conclusione “molto forte”: ognuno ritroverà la propria carta!
  • L’HAMBURGER CREATIVO!: Ho un amico che è fanatico di Hamburger: la prima cosa che fa, visitando una qualsiasi città, è verificare dove sono le Hamburgerie, per poi visitarle una per una a pranzo! E poi, essendo un bravo illusionista, si ferma ai tavoli a proporre effetti con le carte; questo che vediamo è stato addirittura premiato da un’associazione di ristoratori! Vediamolo insieme!
  • Due effetti che utilizzano un principio di parita’ che, da Martin Gardner in poi, è stato utilizzato in innumerevoli versioni, sempre belle ed interessanti: MACEDONIA DI FRUTTA e GRAN MACEDONIA DI FRUTTA
  • IL FASCINO DELLE CARTE: citando gli arcani maggiori dei tarocchi, che sono 21, si forza la posizione della carta scelta; i conteggi ed i successivi ribaltamenti delle carte servono semplicemente a non modificare l’ordine delle stesse.
  • UNA MANO DI BLACK JACK: Ogni gioco di carte ha una sua storia unica che risale a centinaia e centinaia di anni indietro. Si dice che l’antenato del Black Jack nacque circa nel 1700, in Francia, dove un gioco dal nome Vingt-en-Un (che significa ventuno) veniva giocato nei casinò francesi: quando un giocatore riceveva alla prima mano l’asso di spade e il jack di spade allora otteneva anche un pagamento extra: quindi da questo tipo di mano ideale proviene il termine Black Jack.
  • CONFRONTO ALL’AMERICANA: Il confronto all'americana è una procedura di riconoscimento di un criminale, eseguita sottoponendo una fila di sospettati all'esame visivo di testimoni oculari o delle vittime di un crimine, ponendo questi ultimi al sicuro in un ambiente contiguo, protetti alla vista grazie a un sistema di falsi specchi o di vetri oscurati. Nonostante tutto sembra un buon metodo, e cercheremo di verificare se, per noi, può essere veramente attendibile.
  • MANHATTAN TRANSFER: John Dos Passos in Manhattan Transfer, ritrae l’anima cinica e spietata della città di New York tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento e racconta l’infrangersi del Sogno Americano contro la scogliera di un modello di civiltà che non ha altro limite se non l’accumulo di ricchezza e la sopraffazione dell’individuo sull’individuo: Simuleremo appunto, in questo esperimento, una realtà nella quale i cambiamenti vengono decisi, casualmente, da un’entità “esterna” (lo spettatore) ma, nonostante tutto il co-protagonista (l’esecutore), saprà dare un senso ed una conclusione logica alla storia.

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